Secondo le proiezioni del rapporto "Unlocking the Sunbelt Potential of Photovoltaics" dell' Associazione Europea dell'Industria Fotovoltaica, entro il 2030 il fotovoltaico può diventare una delle principali fonti di elettricità. Sempre che si prevedano politiche e incentivi adeguati.
Che l’approvvigionamento di energia sia strategico per il futuro di qualsiasi paese del mondo, è ormai un fatto assodato, vista la sempre crescente domanda. Che il fotovoltaico possa rivelarsi sempre più fondamentale negli anni a venire è quello che emerge dalle proiezioni presentate dall'industria di settore (EPIA - Associazione Europea dell'Industria Fotovoltaica), secondo le quali la sola energia fotovoltaica potrà rispondere nel 2020 al 12% della domanda di energia elettrica di regioni come l’Europa, nonché diventare una delle principali fonti di elettricità entro il 2030.
Una forma di produzione di energia che, sempre secondo l’EPIA, può essere realizzata su piccola o larga scala, e soprattutto non deve necessariamente essere collegata alla rete. Un catalizzatore dello sviluppo sostenibile, che può diventare fondamentale per servizi di base come l'illuminazione, l'acqua potabile, i servizi sanitari e l’educazione in generale. Secondo le proiezioni del rapporto “Unlocking the Sunbelt Potential of Photovoltaics”, che analizza in dettaglio 66 dei 148 paesi del Sunbelt (cioè tutti i paesi situati nell'area compresa tra il 35° parallelo Nord e il 35° parallelo Sud rispetto all'equatore), con una popolazione di ben 5 miliardi di persone, Il potenziale rappresentato dal fotovoltaico può variare da 60 a 250 GW entro il 2020, e da 260 a 1.100 GW nel 2030. Valori che equivalgono al 27-58% della potenza fotovoltaica mondiale prevista per quegli anni. Ad oggi, solo il 9% del fotovoltaico è presente in quelle zone.
“Questo studio è di notevole importanza dal momento che, avvalendosi di fatti e dati, mette in luce l’immenso potenziale di energia fotovoltaica dei paesi del Sunbelt” - ha affermato Adel El Gammal, Segretario Generale dell’EPIA. “Il fotovoltaico, grazie alle sue caratteristiche, rappresenta sempre più un’alternativa democratica, pulita e competitiva ai combustibili tradizionali e diventerà senza dubbio una delle principali fonti di energia elettrica, capace di soddisfare la crescente domanda di elettricità da parte delle economie in sviluppo nella regione del Sunbelt e nelle altre regioni del mondo”.
Winfried Hoffmann, Vice-Presidente dell’EPIA, ha tra l’altro sottolineato come anche i prezzi siano destinati a scendere considerevolmente. “Presupponendo un ulteriore sviluppo tecnologico” – ha dichiarato – “è possibile concludere senza timori che i moduli e gli inverter seguiranno la rispettiva e ben nota curva di evoluzione dei prezzi, che si tradurrà in un costo di generazione di energia fotovoltaica equivalente a 6-12 centesimi di euro/kWh entro il 2020 e di soli 4-8 centesimi di euro/kWh entro il 2030”.
Secondo Hoffmann: “Già nel 2020 l'energia fotovoltaica sarà competitiva rispetto ai costi di generazione delle centrali elettriche a carbone pulite, mentre nel 2030 tutte le tecnologie per la generazione di energia elettrica convenzionali saranno più costose rispetto al fotovoltaico”.
Si aspettano quindi in tutti questi paesi politiche e incentivi adeguati per assicurare la crescita del fotovoltaico, e soprattutto per non ostacolarne il naturale sviluppo.
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